Chi sono i DD Trekkers?

D (digiunatori) D (digitali) Trekkers (escursionisti), ossia DD Trekkers. Con questo termine si intendono gli appassionati di digiuno digitale che, pur lavorando e vivendo con le nuove tecnologie informative, decidono periodicamente di praticare brevi o lunghi periodi di “digiuno” dai dispositivi di comunicazione moderna e ogni altra forma di tecnologia digitale ed elettromagnetica. È possibile farlo a casa per qualche ora, oppure in mobilità per gli smart workers che hanno sempre con sé un computer connesso e un telefono per lavorare in qualunque luogo disponibile. Ma soprattutto: il digiuno digitale migliore si pratica nei boschi, in montagna, lungo le rive di un fiume o un lavoro, al mare lontano dalla civiltà. Il termine DD Trekkers è stato coniato dallo scrittore Enzo Di Frenna.

In cosa credono i DD Trekkers

I DD Trekkers credono nella superiorità dell’anima sulla tecnologia digitale. La natura, i boschi, i fiumi, i laghi, gli oceani, gli animali sono nostri fratelli sul pianeta Terra e sperimentano l’evoluzione della vita. Bisogna usare le nuove tecnologie con parsimonia, per favorire il benessere e non la malattia. In ogni cosa il troppo fa male. Un bicchiere d’acqua disseta, ma ingerire 30 litri di acqua può provocare malesseri gravi. Nel mezzo sta la virtù. L’equilibrio è la via maestra.
I DD Trekkers utilizzano le tecnologie dell’informazione per favorire lo sviluppo della consapevolezza, affermare l’energia della verità sulla menzogna della propaganda mediatica, promuovere lo sviluppo olistico dell’individuo che rispetta il legame con la natura. L’uomo ha una intelligenza interiore divina che è superiore all’intelligenza artificiale digitale. Bisogna sviluppare i poteri latenti nell’uomo, che provengono sempre dall’anima. I DD Trekkers sostengono che il transumanesimo è innaturale e mai i robot potranno sostituite la vita, l’intelligenza divina, la coscienza dell’anima. La VITA è più grande energia dell’universo e va onorata. Il transumanesimo promuove invece la morte biologica, che viene sostituita dalle memorie digitali impiantate nei cyborg per sperimentare la falsa immortalità.

I DD Trekkers si nutrono con attenzione. Scelgono i cibi più naturali e salutari, non solo sul piano biologico e chimico, ma anche nel flusso informativo digitale. Si informano, apprendono, setacciano le notizie, mostrano cosa accade nel mondo, ma sempre per favorire la consapevolezza, il risveglio interiore, la riconnessione all’anima e alla Natura. Usano la tecnologia digitale con parsimonia per pubblicare, fare informazione, promuovere la cultura, lavorare e guadagnare online, perché figli di questo tempo storico. Allo stesso tempo sono coscienti che solo rimanendo connessi alla Nutura e ai bioritmi naturali è possibile preservare la vita e il benessere psicofisico.

I DD Trekkers praticano la meditazione, le tecniche olistiche per il benessere, il movimento come medicina preventiva naturale, l’allenamento e lo sport, usano il potere salutare della musica e dell’acqua informata a livello quantistico, addestrano le percezioni sensoriali per connettersi più profondamente alla natura e a se stessi.

Una pratica ideata dallo scrittore Enzo Di Frenna

Il Digiuno Digitale © è una pratica fisica e spirituale ideata dal giornalista e scrittore self publisher Enzo Di Frenna, che dal 1996 si occupa di rischi nello stile di vita digitale e dal 2007 è presidente di Net Dipendenza Onlus (la prima associazione no profit europea che si occupa di prevenzione TecnoStress e Videodipendenze). Da molti anni anni Di Frenna pratica brevi e lunghi periodi di digiuno digitale e ha iniziato nel 2013 con un primo test che doveva durare sei mesi, ma poi ha esteso fino a 2 anni (aprile 2013 – aprile 2015), suscitando l’attenzione dei principali mass media.

A marzo 2013 Enzo Di Frenna, in qualità di presidente di Netdipendenza Onlus, annunciò il suo primo digiuno digitale: ne parlarono le agenzia di stampa nazionale, tra cui ADN Kronos.

Successivamente Enzo Di Frenna decise di prolungare il suo digiuno digitale dai social network fino a 2 anni. A metà del percorso pubblicò un articolo sul Fatto Quotidiano (lo trovi QUI) con le valutazioni del suo primo anno di digiuno digitale: a molti sembra impossibile vivere senza Facebook, Instagram, You Tube, ecc, ma invece è possibile. Nell’articolo scrisse: «Quando raggiungerò i due anni racconterò la mia esperienza in un libro, per dimostrare che è possibile vivere senza social network e recuperare il valore della relazione umana. Uno degli impegni da quando sono presidente di Netdipendenza Onlus – la prima organizzazione no profit che si occupa di prevenzione dalle videodipendenze – è girare il “timone” sull’individuo, poiché stiamo virando troppo sulle macchine. Siamo iperconessi. Gli schermi sono ovunque. E i social network sono la nuova ipnosi. Le persone si perdono nei social, trascorrendo gran parte del loro tempo in una solitudine asociale. Il problema coinvolge molto i ragazzi, ma anche gli adulti che – anche per motivi di lavoro – cadono nell’uso della nuova droga  digitale. Quando sono in treno, o nella metropolitana, osservo spesso le tante teste chinate su smartphone e tablet. E se mi avvicino per osservare meglio, noto che la maggior parte di loro naviga su Facebook.»

E nel 2023 arriva il libro “DIGIUNO DIGITALE”

FINALMENTE IL LIBRO – Ad agosto 2023 esce finalmente il libro “Digiuno Digitale: come sopravvivere con poca tecnologia e rigenerare le forze con le energie sottili”. L’autore Enzo Di Frenna racconta in un diario i suoi 2 anni senza social network, ma anche i periodi trascorsi senza telefono cellulare, senza internet e anche senza alcuni elettrodomestici essenziali come il frigorifero. Infatti, saremmo in grado di sopravvivere a una catastrofe informatica o guerra mondiale? Servirebbero arco e frecce oppure occorre sapere come cavarsela senza energie elettrica e connessione a internet? Ma soprattutto: quanto siamo davvero consapevoli che l’eccesso di tecnologia dell’informazione ci può indebolire e causare malattie serie come il TecnoStress, la Internet Dipendenza e il Sovraccarico Informativo cerebrale? Quanti davvero conoscono i sintomi psicofisici causati dagli eccessi dello stile di vita digitale? Come possiamo difenderci?
Il libro esplora le cause e le soluzioni, con un linguaggio semplice e l’uso della narrativa fantasy: l’autore, insieme al suo avatar Atmo Dinkar, parte in una missione speciale per affrontare demoni digitali e spezzare l’incantesimo degli schermi che sta inghiottendo il mondo. Una possibile soluzione? Iniziare a praticare il digiuno digitale…



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